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Le più frequenti cause di insuccesso nelle atroprotesi d'anca
sono rappresentate dalla mobilizzazione ovvero instabilità
della componente acetabolare
e/o femorale, dal deterioramento
del polietilene e infine
dall'infezione.
REVISIONE ACETABOLARE
La revisione acetabolare nell'artroprotesi totale d'anca rappresenta
un vero campo di discussione.
Esistono numerosi principi scientifici attentamente studiati,
attraverso la ricerca di base e la sperimentazione clinica, sui tempi
a cui il chirurgo, esecutore della revisione acetabolare, deve
attenersi se desidera raggiungere dei risultati consistenti ed
accettabili.
Tuttavia, nella chirurgia di revisione acetabolare si incontrano
problemiche testano questi principi ai limiti, e a volte anche oltre.
In queste situazioni è abilità del chirurgo non
soltanto aderire ai principi scientifici, ma anche esprimere
adattabilità e bravura nel districarsi nella varietà
di situazioni che possono intervenire.
Il più importante strumento per studiare un potenziale
difetto è una radiografia A-P del bacino che deve essere
attentamente analizzata.
Nessun aspetto della procedura ricostruttiva dovrebbe essere
lasciato al caso.
Allo scopo di evitare una compromissione della tecnica chirurgica
risulta essenziale un accurato piano preoperatorio.
La qualità della ricostruzione ossea e la sua longevità
dipendono in modo critico dall'abilità del chirurgo nel
rimuoverele componenti con un minimo di distruzione ossea, nel
valutare e stimare i difetti ossei alla base e nel ricostruire un
acetabolo protesico meccanicamente valido.
Un ampio inventario di tipi e di dimensioni di componenti deve
essere disponibile e deve essere sempre prevista la necessità
di un innesto osseo omologo e/o
sintetico che ci consenta di ottenere un buon appoggio
("press fit") della componente all'osso.


REVISIONE FEMORALE
L'uso di protesi totali d'anca non cementate è stato
introdotto per ridurre il problema dello scollamento a lungo
termine che si era manifestato dopo l'uso di atroprotesi totali
d'anca di tipo cementato.
Sebbene ci siano stati miglioramenti nel disegno protesico con o
senza cemento, è ragionevole aspettarsi che piccole
percentuali di atroplastiche totali d'anca possano ancora
fallire.
Ciò accade ancor più perché i pazienti che
si sottopongono a questo tipo d'intervento sono sempre
più giovani ed attivi.
INFEZIONE
Qualsiasi protesi dolorosa, fino a prova contraria, dovrebbe essere
considerata infetta.
La diagnosi di infezione spesso non è chiara e criteri
oggettivi quali la temperatura alta, la conta dei
leucociti o la
VES non sono affidabili e
frequentemente risultano normali malgrado la presenza di un'infezione
attiva nell'articolazione.
Molto utile risulta essere la
scintigrafia con leucociti
marcati la cui risposta risulta affidabile.
L'infezione è una controindicazione relativa all'artroplastica
di revisione. Comunque, non sempre l'infezione si palesa chiaramente
e in ogni caso non bisognerebbe nei limiti del possibile somministrare
antibiotici preoperatori fino a quando non siano stati ottenuti
intra operatoriamente campioni liquidi e/o tessutali per
colture/antibiogramma
e colorazioni gram.
In caso di riscontro positivo è consigliato l'intervento di
espianto protesico e quindi il posizionamento di uno spaziatore in
cemento o l'applicazione di una trazione per impedire retrazioni dei
tessuti molli.
Dopo un ciclo di 6 settimane di antibioticoterapia endovenosa con
un titolo antibatterico almeno di 1:8 si procede al reimpianto
protesico.
In caso di batteri particolarmente virulenti l'intervento dovrebbe
essere differito a 6 mesi.
La revisione-artroplastica totale d'anca deve essere considerata
uno degli interventi più difficili di tutta la chirurgia
ortopedica.
Il chirurgo deve pianificare ogni dettaglio operatorio prima
dell'intervento e deve avere attrezzature adeguate a sua disposizione
per eseguire un impianto duraturo.
I risultati clinici sono legati al capitale osseo disponibile,
alle condizioni del trofismo muscolare e al numero di precedenti
revisioni.
Si spera che ulteriori progressi nella tecnica e nel disegno
protesico permettano alle revisioni-artroplastiche di avvicinarsi
sempre di più ai risultati dei primi impianti.
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