Negli anni Settanta cominciò ad affermarsi l’artroscopia di ginocchio.
Solo negli ultimi 10 anni invece ha cominciato a divenire metodica comunemente accettata l’artroscopia di caviglia. Oggigiorno l’artroscopia di caviglia è una metodica comunemente praticata in molti istituti ortopedici.
Tale procedura è condotta con un artroscopio a 30° delle stesse dimensioni di quello usato per il ginocchio; nella mia esperienza non è necessario l’uso di un artroscopio più piccolo.
La distrazione artroscopica che non sempre è necessaria può essere praticata con una fissazione esterna temporanea ma io preferisco usare un sistema di distrazione risterilizzabile non-invasivo messo a punto da colleghi Olandesi.

Prima di comiciare l’intervento chirurgico è sempre buona regola segnare con una matita dermografica i reperi anatomici e la localizzazioni delle strutture vascolo-nervose.

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Fase chirurgica (debridment) dell'artroscopia di caviglia

L’artroscopia di caviglia ha diverse indicazioni:

  1. Impingement di caviglia (osteofiti, calcificazioni, tessuti molli)
  2. Lesioni legamentose acute
  3. Osteocondrite dissecante
  4. Corpi mobili
  5. Condromalacia
  6. Malattie reumatologiche
  7. Artrite settica
  8. Condizioni post-traumatiche
Lo strumentario solitamente necessario per l’esecuzione di questa metodica è:
  • Artroscopio da 4,5 o 2,7
  • Palpatore
  • Shaver motorizzato
  • Curette
  • Trapano e fili metallici di Kirschner
  • Strumenti a radiofrequenza
Nel periodo post-operatorio sono sicuramente raccomandabili – riposo – ghiaccio – compressione – elevazione della gamba per abbreviare al minimo il tempo del recupero.
L’uso delle stampelle varia a seconda della tipologia di intervento eseguita ed è mediamente di 7-10 giorni.


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© 1999 Fabio Bertaiola. Tutti i diritti riservati.
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