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Il concetto della sostituzione protesica monocompartimentale è
un'attraente alternativa all'osteotomia tibiale o alla artroprotesi
totale nel paziente artrosico anziano, con degenerazione
monocompartimentale confermata dall'artrotomia.
A confronto dell'osteotomia, la protesi monocompartimentale ha una
percentuale iniziale di successi più elevata e di complicanze precoci
minore.
A differenza dell'artroprotesi totale, la protesi monocompartimentale
ha il vantaggio di preservare entrambi i legamenti crociati,
consentendo di conservare una cinematica
pressochè normale del ginocchio.
Un altro potenziale vantaggio rispetto alla protesi totale è
quello di conservare il "bone stock"
dell'articolazione femoro-rotulea e del compartimento opposto a quello affetto. In teoria
questo rende più facile la revisione qualora questa dovesse
rendersi necessaria.
I risultati sulla sopravvivenza a lungo termine di questo tipo di
protesi possono definirsi buoni anche se restano inferiori a quelli
delle protesi totali.
Per quello che riguarda l'indicazione chirurgica, la protesi
monocompartimentale si posiziona tra l'osteotomia e la protesi totale.
Mentre se per definire le indicazioni, nei casi dubbi, in rapporto all'osteotomia si potrà ricorrere ad
un esame artroscopico, nei confronti della protesi totale sarà
discriminante più semplicemente l'esame diretto intraoperatorio dello
stato dell'articolazione.
La protesi monocompartimentale è indicata nei casi di
prevalente degenerazione monocompartimentale con sufficiente
integrità del sistema capsulo-legamentoso.

Le controindicazioni all'uso di questo tipo di protesi sono
rappresentate da:
- Degenerazione cartilaginea-legamentosa del compartimento controlaterale
- Artrite reumatoide
- Grave artrosi femoro-rotulea associata
- Lesione LCA-LCP
- Deformità in varo-valgo > 20°
- Deformità in flessione >15°

Norme da seguire prima del ricovero:
Nel periodo che precede il ricovero il paziente deve attuare una serie
di provvedimenti che gli permettano di arrivare all'intervento nelle
migliori condizioni.
- L'eccesso di peso deve essere controllato (questo è valido
anche nel periodo post-operatorio).
- La muscolatura deve essere rinforzata con contrazioni isometriche
ed eventualmente ciclo di elettroterapia a scopo trofico.
Fase preoperatoria:
Nei giorni precedenti l'intervento il paziente esegue gli ultimi
accertamenti e cioè esami
di laboratorio, radiografie del torace, ECG e visita anestesiologica.
Verrà cominciata la sera prima dell'intervento la profilassi
antibiotica e antitromboembolica.
Al paziente verrà sottoposto per accettazione un modulo di
consenso per l'intervento, per l'anestesia e per eventuali trasfusioni
di sangue.
Fase postoperatoria:
Al termine dell'intervento l'arto operato avvolto in apposite bende
elastiche è posto in una ferula di posizione e sul ginocchio
verrà posta una borsa del ghiaccio.
Dalla ferita fuoriescono 2 tubicini di drenaggio che verranno rimossi
dopo 1-2 giorni.
Dopo 2 giorni dall'intervento si comincierà un programma di
mobilizzazione passiva del ginocchio con una macchina chiamata
Kinetec con un'escursione articolare che verrà aumentata di
giorno in giorno.
Dopo 3 giorni dall'intervento il paziente comincia un trattamento
riabilitativo a letto con la presenza del terapista della
riabilitazione. Il trattamento viene concordato dall'equipe costituita
dal chirurgo - fisiatra - terapista della riabilitazione con
esercizi di crescente difficoltà.
La rieducazione ha lo scopo di rinforzare la muscolatura e di dare al
ginocchio una sufficiente articolarità: dall'estensione completa
fino ad almeno 100-110° di flessione.
Dopo 7 giorni si inizia la deambulazione con 2 bastoni canadesi con
appoggio pressoché completo dell'arto operato.
Il fisioterapista controlla che durante la fase di appoggio il
ginocchio sia esteso e che il passo avvenga in maniera corretta,
cioè con contatto al suolo in successione di
tallone-pianta-punta.
Dopo 10-12 giorni il paziente viene dimesso dopo rimozione dei punti
di sutura.
Il medico compila una lettera di dimissione da consegnare al curante
in cui è indicata la terapia antitromboembolica e
antiinfiammatoria da praticare.
Inoltre in base alle condizioni del ginocchio protesizzato viene
consigliato al paziente di praticare da solo a domicilio o presso un
centro specializzato il trattamento più idoneo.
Il paziente deve eseguire più volte al giorno gli esercizi
appresi durante la degenza e mantenere la borsa del ghiaccio il
più a lungo possibile sul ginocchio.
Il paziente viene controllato ambulatoriamente a 45 giorni
dall'intervento, a 3 mesi, a 6 mesi e quindi annualmente.
Durante tali controlli viene visitato dall'ortopedico ed esegue
radiografie di controllo del ginocchio operato per valutare la
stabilità della protesi.
Infine, per mantenere il buon risultato ottenuto, è
necessario evitare le eccessive sollecitazioni sul ginocchio e cioè:
- camminare su terreni accidentati
- sollevamento di oggetti pesanti
- aumento ponderale
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