Donna di 36 anni che giunge alla mia attenzione avendo notato da alcuni mesi la differente
posizione della scapola destra rispetto all’altra durante il movimento di anteposizione dell’arto
superiore e inoltre la comparsa di un calo della forza nell’arto superiore omolaterale.
Nessun altro sintomo era riferito dalla donna.
Diagnosi: Sindrome di Parsonage-Turner


Cosa pensare?
La scapola è mantenuta in posizione, contro la parete toracica, da due principali muscoli, il
dentato anteriore e la porzione superiore del trapezio.
Il dentato anteriore traziona il bordo mediale della scapola anteriormente e lateralmente durante
l’estensione anteriore del braccio e il trapezio traziona il bordo superiore della scapola
superiormente e medialmente durante il movimento laterale del braccio.
La debolezza del dentato anteriore, innervato dal nervo toracico lungo, causa la proiezione
posteriore del bordo mediale della scapola o “scapola alata”. L’angolo della scapola si sposta
superiormente e medialmente durante l’estensione in avanti del braccio. Quando la scapola alata
è dovuta ad una debolezza della porzione superiore del trapezio, la scapola si sposta in
basso e lateralmente durante il movimento laterale del braccio.
Le cause della scapola alata secondaria al coinvolgimento del dentato anteriore o del suo nervo
sono molte e includono traumi dello sport, malattia con coinvolgimento nervoso e anche la
radicolopatia dovrebbe entrare nella diagnosi differenziale.

Il nervo accessorio innerva due muscoli, lo sternocleidomastoideo (SCM) e il trapezio.
La più frequente causa di neuropatia dell’accessorio è sicuramente da imputare al trauma
chirurgico a livello del triangolo posteriore del collo, durante la dissezione linfonodale. Se la
lesione è prossimale all’innervazione dello SCM, ci può essere debolezza nel ruotare la
testa a causa della paralisi dello SCM e la scapola alata. Se la lesione è distale
all’innervazione dello SCM allora può esserci solamente una scapola alata isolata. Un’altra
causa meno frequente di scapola alata è la neuropatia spontanea del nervo accessorio.
MONONEUROPATIE O NEUROPATIE MULTIPLE
Sono delle sindromi caratterizzate da dolore e debolezza muscolare che colpisce soprattutto gli
arti superiori. Solitamente interessa un solo nervo, ma spesso può coinvolgere più nervi e
di solito quelli del cingolo scapolare.
L’eziologia non è chiara ma infezioni, ipersensibilità e autoimmunità si pensa
possano essere coinvolte.
Gli studi sulla conduzione nervosa mostrano anomalie dell’amplitudine del segnale senza l’evidenza
di un blocco della conduzione e ciò suggerisce che tale processo sia un’assonopatia.
Parsonage e Turner nel 1948 descrissero una serie di 136 pazienti con tali disturbi.
I sintomi erano caratterizzati generalmente da dolore all’arto superiore che di solito regrediva
nel giro di due-tre settimane. La debolezza e l’affaticabilità possono essere presenti da
subito ma di solito insorgono quando il dolore regredisce.
La maggior parte dei pazienti riacquistano la funzionalità nel giro di qualche mese ma
talora possono essere necessari 2-3 anni.
La causa di questa patologia non è chiara e non ci sono esami di laboratorio e/o segni
elettromiografici che possano aiutare nella diagnosi.
Un terzo dei pazienti possono avere sintomi bilaterali non necessariamente simmetrici.
La maggior parte delle volte queste sindromi interessano il nervo soprascapolare, il nervo
toracico lungo e il nervo ascellare.
Il trattamento è personalizzato in rapporto all’attività della persona e al suo deficit
nervoso specifico.
I principi generali di trattamento sono:
- Evitare la chirurgia
- Aiutare il corpo a guarire da solo
- Mobilizzazioni morbide sia attive assistite che passive senza evocare dolore per evitare
le contratture muscolari
- Antidolorifici se necessari
La prognosi a lungo termine è buona nell’80% dei casi a due anni e nel 90% dei casi a
quattro anni.