L'artroscopia di spalla è stata riconosciuta ed accettata una come
tecnica sicura ed efficace nella diagnosi e nella cura di patologie della
spalla solo negli ultimi 10-15 anni.
I progressi tecnologici nella qualità delle fibre ottiche,
nella risoluzione del video e nello strumentario artroscopico, insieme
al più approfondito studio degli accessi anatomici, hanno
comportato un'evoluzione nell'artroscopia di spalla a partire dalle
tecniche diagnostiche fino alle più sofisticate tecniche di
trattamento.
Per quanto riguarda il posizionamento del paziente preferisco il
posizionamento del paziente in decubito laterale con la spalla da trattare
rivolta verso l'alto con una trazione applicata di 4-5 Kg.
Il braccio viene mantenuto abdotto di circa 60° ed anteposto di
circa 15°.
L'anestesia proprio a causa della scomodità di
mantenimento della posizione sul fianco è solitamente quella di
tipo generale, ma può essere anche attuata un'anestesia
periferica con blocco interscalenico.
La valutazione radiografica della spalla sintomatica dovrebbe
includere una:
1. Proiezione antero-posteriore (A-P)
2. Proiezione ascellare
3. Proiezione outlet del sovraspinoso o "arch-view"
4. Proiezione A-P con inclinazione caudale del tubo radiogeno
di circa 30°


Nel caso di patologie a carico dell'articolazione A-C può essere
utile una radiografia con inclinazione cefalica di 10° del tubo con
il 50% di riduzione dei kilovolts di una normale Rx.
Molto utile risulta essere l'esame ecografico che ci da informazioni
sullo stato della cuffia dei rotatori e sul tendine del CLB.
Nei casi di lesione della cuffia dei rotatori ci si avvale
frequentemente della RMN (Risonanza Magnetica Nucleare), mentre nei
casi di instabilità oltre alla RMN può trovare impiego
l'artroTC e la radiografia con proiezione di Westpoint.
Intervento di artroscopia diagnostica (Filmato .AVI)