Le lesioni della spalla che richiedono il posizionamento di una protesi sono meno comuni dei
processi distruttivi e dolorosi che si manifestano in articolazioni sotto carico, come il
ginocchio e l’anca, di conseguenza hanno ricevuto almeno inizialmente una minore attenzione.
La maggior parte delle sindromi dolorose della spalla sono causate da lesioni dei tessuti molli
che spesso richiedono un’acromioplastica, la resezione del legamento coraco-acromiale, la
tenotomia e/o tenodesi del capo lungo del bicipite, l’asportazione di depositi di pirofosfato di
calcio, la ricostruzione della cuffia dei rotatori e la reinserzione del cercine glenoideo nelle
lussazioni.
Al contrario le incongruenze dolorose dell’articolazione gleno-omerale necessitano meno
frequentemente di intervento chirurgico.
Nel 1933 Jones descrisse un’artroplastica della spalla per le fratture comminute della testa
omerale e della parte prossimale della diafisi, intervento che comunque diede risultati poco
soddisfacenti.
Nel 1952 Neer sostituì con successo la testa dell’omero con una testa in vitallium
(endoprotesi).
Successivamente sempre Neer in caso di incongruenze che coinvolgevano sia la testa omerale che la
glenoide combinò con successo la sostituzione protesica della testa omerale con la
contemporanea ricostruzione della superficie glenoidea con una unità in polietilene (protesi
totale di spalla o artroprotesi di spalla).
Le principali indicazioni all’intervento di protesi di spalla sono:
- Artrosi primaria
- Artrosi post-traumatica
- Fratture
- Necrosi avascolare
- Artrite reumatoide
- Artropatia da lesione della cuffia dei rotatori
- Neoplasie
- Fallimenti di precedenti interventi protesici
Le principali controindicazioni all’intervento di protesi di spalla sono:
- Infezioni in fase attiva
- Paralisi o grave danno sia della cuffia dei rotatori che del muscolo deltoide
- Spalla neurologica (es. siringomielia)
L’anatomia dell’articolazione della spalla permette una mobilità superiore ad ogni altra
articolazione del corpo.
Benché sia spesso descritta come un’articolazione sferica, la grande testa omerale si
articola superficialmente contro, non dentro, la piccola cavità glenoidea. Inoltre, non esiste
alcuna stabilità intrinseca. La capsula articolare è completamente lassa per
permettere questa libertà di movimento, per cui la stabilità dell’articolazione deve
dipendere dall’unità muscolo-tendinea che la avvolge, costituita fondamentalmente dalla cuffia dei
rotatori. La cuffia dei rotatori infatti non stabilizza soltanto l’articolazione gleno-omerale,
permettendo una grande libertà di movimento, ma fissa anche il fulcro dell’estremità
superiore sul quale si contrae e fa leva il deltoide, elevando l’omero.
Comunque, per la funzione normale, le singole componenti della cuffia dei rotatori debbono agire
simultaneamente e sinergicamente con il muscolo deltoide.
Caso clinico: donna di 70 anni affetta da artrite reumatoide attualmente ben controllata con
terapia cortisonica a dosaggio minimo.
Da alcuni anni lamenta dolori ingravescenti alla spalla destra che attualmente sono presenti a
riposo e anche di notte e la costringono all’assunzione quotidiana di farmaci antinfiammatori.
Discreta la mobilità attiva/passiva della spalla (dolorosa ai massimi gradi).
Si prescrive una RMN che dimostra la presenza di una lesione della cuffia dei rotatori che
verrà riparata in sede di intervento.
Informata sul quadro clinico e sulla procedura chirurgica si esegue intervento chirurgico di
endoprotesi di spalla.