FATTORI ESTRINSECI: nel 1972 Neer ha reso popolare il concetto di sindrome da conflitto
notando che la cuffia dei rotatori era potenzialmente soggetta ad un insulto meccanico ripetuto da
parte dell’arco coraco-acromiale sovrastante durante l’elevazione del braccio.
Le sue osservazioni hanno evidenziato l’arco funzionale anteriore del movimento della spalla con
il risultante conflitto della cuffia contro gli speroni e le escrescenze che si estendono dal
terzo anteriore dell’acromion e dal legamento coraco-acromiale.
Neer ha quindi poi anche descritto 3 stadi di conflitto con un continuum che alla fine porta alla
lesione della cuffia dei rotatori.
Stadio 1: edema ed emorragia
- Età tipica < 25 anni
- Decorso clinico reversibile
- Trattamento conservativo
Stadio 2: fibrosi e tendinite
- Età tipica tra i 25 e i 40 anni
- Decorso clinico con dolore ricorrente con l’attività
- Trattamento da valutare opportunità di una borsectomia e acromioplastica
Stadio 3: speroni ossei e rotture tendinee
- Età tipica > 40 anni
- Decorso clinico con disabilità progressiva
- Trattamento: acromioplastica ant., riparazione della cuffia dei rotatori
Neer nel definire "l’impingement syndrom" affermava che il 95% delle rotture della
cuffia erano secondarie al conflitto subacromiale.
A supporto di tale sua convinzione altri 2 autori: Morrison e Bigliani nel 1976 descrissero le
varianti morfologiche dell’acromion correlandole percentualmente al rischio di lesione a carico
della sottostante cuffia dei rotatori:
Classificazione della morfologia acromiale Morrison-Bigliani 1976
| Acromion piatto o tipo I° |
68% |
| Acromion curvo o tipo II° |
28% |
| Acromion ad unco o tipo III° |
3% |
Il termine "defilé del sopraspinoso" è stato introdotto per indicare lo
spazio al di sotto e anteriormente all’acromion, al legamento coraco-acromiale e all’articolazione
acromionclavicolare.
Il muscolo sopraspinoso giace nella fossa omonima e il suo tendine al di sotto di queste due
strutture. Il restringimento di questo "defilé" è la causa più
frequente della sindrome da conflitto.
Il restringimento può essere dovuto alla forma o all’inclinazione dell’acromion, alla presenza di
osteofiti sulla superficie inferiore dell’articolazione acromion-clavicolare o alla presenza di
uno sperone anteriormente all’acromion.
Riassumendo, possiamo affermare che i meccanismi lesionali a carico delle strutture osteotendinee
della spalla sono rappresntati da:
- Attrito subacromiale
- Trazione
- Trauma
- microtrauma lavorativo
- trauma diretto (caduta)
- degenerazione (30% della popolazione > 40 anni)
Queste condizioni predisponenti possono favorire l’insorgenza di sindromi dolorose acute e
transitorie dipendenti da flogosi osteotendinee senza alterazioni anatomo-patologiche
irreversibili.
Il ripetersi di episodi flogistici per microtraumi ripetuti (sport,lavoro) o per trauma unico
occasionale, può determinare l’insorgere di alterazioni tessutali soprattutto nella zona di
inserzione del sopraspinoso ipovascolarizzata.
Questi episodi cronicizzandosi determinano una minore capacità del sopraspinoso a mantenere
centrata la testa omerale nella glenoide.
Ne consegue un sovraccarico funzionale del m. deltoide (stabilizzatore complementare) e un maggior
impegno funzionale del tendine del CLB (stabilizzatore occasionale).
La testa omerale sotto l’azione del deltoide tende ad innalzarsi non trovando più il
tendine del sopraspinoso capace di mantenerla centrata.
Il tendine del CLB diviene (soprattutto nell’abduzione in anteposizione) l’unica struttura capace
di svolgere la funzione di stabilizzazione, mantenendo la testa centrata.
Anche questo tendine però, con il perdurare del sovraccarico funzionale, va incontro ad
una patologia flogistico-degenerativa che si manifesta nel suo tratto intrasinoviale, a livello
del solco intertuberositario.
Il perdurare della reazione sinovitica fa perdere al tendine la sua capacità di scorrere,
rendendolo aderente alle pareti del canale.
In queste condizioni, subisce, nella zona degenerata, la trazione che si realizza in 2 direzioni
contrarie, una dovuta alla contrazione del suo ventre muscolare e l’altra dovuta al movimento
della testa omerale.
In queste condizioni, mentre i tendini della cuffia dei rotatori (sopraspinoso e sottospinoso) si
rompono per l’attrito sotto il margine anteriore dell’acromion, il CLB si rompe per un meccanismo
di trazione opposta tra la componente intraarticolare e quella muscolo-tendinea.
La causa determinante per il realizzarsi della sindrome da attrito sottoacromion-coracoideo
è pertanto rappresentata dalle alterazioni degenerative del tendine sopraspinoso e del CLB,
che, perdendo la loro funzione, determinano instabilità con risalita della testa omerale.
Possiamo così riassumere in una successione schematica gli eventi fisiopatologici della patologia
degenerativa sottoacromio-coracoidea:
- Sovraccarico funzionale del tendine del sopraspinoso da solo o in associazione ad altre
strutture tendinee
- ridotta capacità del sopraspinoso a mantenere centrata la testa omerale
- sovraccarico del tendine del CLB
- sindrome da attrito del sottospinoso e tenosinovite cronica CLB
- rottura cuffia e CLB
- artrosi acromio-clavicolare
ACROMIOPLASTICA ANTERIORE: l’acromioplastica anteriore è divenuta la procedura di
scelta per gli stadi II e III delle lesioni da "impingement" (sindrome da conflitto) con
buoni risultati.
Da circa 10 anni si pratica con altrettanto buoni risultati la decompressione subacromiale con
tecnica artroscopica.
Il grande vantaggio della tecnica artroscopica rispetto a quella tradizionale a cielo aperto
è quello di ottenere:
- la sezione del legamento coraco-acromiale
- la resezione della superficie inferiore dell’acromion anteriore
- la pulizia della borsa subacromiale senza il distacco del deltoide.
I risultati della tecnica artroscopica sono pressochè sovrapponibili a quella a cielo
aperto e quindi è sicuramente da preferire visto la minore invasività della tecnica
stessa.
L’acromion di tipo III concede ai tendini della cuffia dei rotatori una minima possibilità
di scorrimento ed è associato alla più alta incidenza di lesioni della cuffia dei rotatori.
Nelle fasi iniziale di una sindrome da impingement la borsa appare fibrotica o iperemica.
Successivamente è riscontrabile un coinvolgimento della cuffia dei rotatori come lesione
parziale riguardante solo la parte bursale o come lesione a tutto spessore.
Dopo aver confermato il sospetto clinico con gli opportuni esami strumentali è necessaria
un’opportuna pianificazione preoperatoria basata sulle radiografie arch-view o outlet del
sovraspinoso.
La distanza A dimostra lo spessore della resezione dell’acromion che si intende ottenere e
B rappresenta la linea lungo la quale l’acromion deve essere resecato per essere
trasformato in un acromion di tipo I o piatto.
La permanenza in ospedale per questo tipo di intervento è di solito di un giorno.
Dopo aver ultimato l’intervento si eseguono delle infiltrazioni di anestetico a livello delle 2 o
3 piccole incisioni eseguite e quindi viene eseguita una medicazione con delle garze che servono
per assorbire il liquido usato per distendere la spalla (soluzione fisiologica) che fuoriesce un
poco la prima notte.
Il giorno successivo questa medicazione è rimossa e sostituita con dei semplici cerotti e
quindi verrà applicato costantemente il ghiaccio per i successivi 2-3 giorni.
Verrà posizionato un tutore per due giorni dopo l’intervento.
I punti di sutura vengono rimossi dopo 7-10 giorni dall’intervento.
Il TRATTAMENTO RIABILITATIVO è di fondamentale importanza:
Riabilitazione nei primi 7 giorni: gli esercizi di circonduzione e oscillazione vengono cominciati
dopo 2-3 giorni dall’intervento.
Vengono cominciati dopo 5-6 giorni gli esercizi di mobilizzazione passiva che permettono un’anteposizione e
rotazione interna/esterna indolore completamente assistita.
Successivamente vengono cominciati esercizi attivi assistiti con la barra o la carrucola.
Viene anche cominciato un programma di stretching capsulare dell’articolazione gleno-omerale
utilizzando il braccio controlaterale per provocare una sensazione di stiramento sulla spalla
operata.
Riabilitazione dalla II settimana alla VI: continuare l’attività assistita fino a quando non viene
raggiunta un’escursione articolare completamente indolore.
Gli esercizi di stretching capsulare e di stabilizzazione capsulare vengono intensificati e viene
cominciato un programma di esercizi isotonici della cuffia dei rotatori e del deltoide.
Non aumentare troppo l’attività in questa fase in quanto si potrebbe infiammare la spalla
per un eccesso di attività.
Riabilitazione dalla VI alla XII settimana: esercizi isocinetici submassimali sul piano scapolare
o dell’impingement vengono iniziati e continuati con elastici theraband e sempre in assenza di
dolore.
Abduzione mantenuta < 90°.
Attività di massimo sforzo, lavori pesanti con arto sopra la testa e/o sport di lancio devono
essere ripresi dopo i 3 mesi.