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Infezione tibiale

 

 

P.I. uomo di 44 anni che nel 1994 riportava, a seguito di un incidente stradale, una frattura dell'emipiatto tibiale mediale trattata chirurgicamente con sintesi mediante placca ad "L" + viti presso un ospedale nelle Filippine.

Esame Radiografico LateraleEsame Radiografico Frontale

 

L'intervento portava ad una buona riduzione della nota frattura.
Dopo un mese circa dall'intervento il paziente notava comparsa di gemizio sieroso dal terzo distale della ferita chirurgica e febbre. Veniva quindi sottoposto a ciclo di antibioticoterapia e successive medicazioni.

Due anni dopo il paziente si trasferiva in Italia e nonostante la continua presenza di questo gemizio sieroso non si sottoponeva ad ulteriore controllo fino a quando, nel dicembre 1999, giungeva alla mia attenzione lamentando ricomparsa di febbre da circa quindici giorni.

All'ispezione era evidente la presenza di un tramite fistoloso a livello del terzo distale della ferita in un quadro di osteomielite cronica.
La cute si presentava fortemente distrofica e non vitale nell'area immediatamente circostante il suddetto tramite fistoloso.

Esame Visivo 1

Il paziente, dopo essere stato informato sul suo stato e sulla possibilità di un eventuale e successivo intervento di chirurgia plastica qualora non fossimo riusciti ad ottenere una buona copertura cutanea, decideva di dare il suo assenso all'intervento. In sede di intervento chirurgico, prima di effettuare copertura antibiotica, abbiamo eseguito tre tamponi per esame colturale ed antibiogramma, risultati successivamente negativi.

Abbiamo, in sede di intervento, ripreso la vecchia direttrice ed eseguito una losanga con escissione del tramite fistoloso; successivamente abbiamo rimosso i mezzi di sintesi e quindi eseguito una accuratissima pulizia dei tramiti delle viti con curette e con frequenti lavaggi intraoperatori con fisiologica più rifocin alternati a quelli con perossido d'idrogeno più fisiologica; abbiamo rimosso i becchi osteofitosici che circondavano il letto della placca con uso di una pinza ossivora ottenendo alla fine un sufficiente affrontamento cutaneo senza eccessiva tensione dei lembi.
Abbiamo quindi posizionato un lavaggio continuo in-out di fisiologica con betadine al 10% per quattro giorni.

Esame Visivo 2

Abbiamo eseguito nel post-operatorio copertura antibiotica con cefalosporina della III generazione per via e.v. per sette giorni più chinolonico per os per sette giorni.
A 20 giorni dall'intervento abbiamo rimosso i punti di sutura e quindi seguito il paziente settimanalmente.
A due mesi dall'intervento il paziente poteva considerarsi clinicamente guarito.

Esame Visivo 3

 

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