Get Adobe Flash player
Home CASO DEL MESE Ernia discale L5-S1

Ernia discale L5-S1

 

 

Paziente maschio di media età che giungeva alla nostra osservazione con una lombosciatalgia destra di notevole entità.
Veniva disposta immediatamente esecuzione di TC lombosacrale e trattamento con cortisonico che si rivelava inefficace.
La TC L/S evidenziava la presenza di una grossolana ernia discale espulsa a livello L5-S1 destra.

immagine radiograficaimmagine radiografica 

 

Decidevamo a questo punto di sottoporre immediatamente il paziente ad intervento chirurgico.
Durante l’intervento fu molta la nostra sorpresa quando asportammo in un unico pezzo un’ernia discale dalle proporzioni davvero insolite.

 

dimensione ernia 

 

Il paziente riferiva immediato beneficio e risoluzione immediata della sintomatologia dolorosa.



Lombosciatalgia

Per lombosciatalgia si intende una sindrome dolorosa che dalla regione sacrale si irradia con distribuzione radicolare all’arto inferiore, nel territorio del nervo sciatico.
L’ernia discale rappresenta la causa più comune di lombosciatalgia.
Colpisce preferibilmente il sesso maschile nell’età compresa tra i 35 e i 50 anni. Si verifica quando, sotto l’impulso di sollecitazioni talora anche lievi, il nucleo polposo, ancora ben idratato, riesce a superare le fibre dell’anulus.

 

midollo e radici spinali 

 

Gli stretti rapporti esistenti tra gli ultimi due dischi e le radici spinali L5 ed S1 rende ragione della costante sofferenza radicolare (sciatalgia) che si instaura quando a questo livello si verifica un’ernia discale.
L’alterazione colpisce in genere l’ultimo disco lombare, meno frequentemente il penultimo; quando raramente interessa il disco interposto tra la III e la IV vertebra lombare si parla di “lombocruralgia”.

 

anatomia della vertebra 

 

Normalmente l’ernia appare come una tumefazione circoscritta, delle dimensioni che vanno da un grano di riso a quelle di una nocciola.
Abitualmente sporge nella zona postero-laterale del disco, che rappresenta il punto di minor resistenza alla forza espulsiva del nucleo. Qui infatti, il disco, dato il progressivo assottigliarsi in senso medio-laterale del legamento longitudinale posteriore, non fruisce più di quel valido sistema di rinforzo rappresentato dallo spessore del legamento longitudinale posteriore in sede mediana, dove appunto l’ernia discale “mediana” è più rara.

 

I Fase evolutiva dell'ernia discale   II Fase evolutiva dell'ernia discale  III Fase evolutiva dell'ernia discale

In rapporto alla diversa estrinsecazione topografica dell’ernia rispetto alla radice nervosa distinguiamo:

      - Ernia postero-laterale
      - Ernia postero-mediale
      - Ernia mediana

In rapporto alla forza espulsiva del nucleo e alla resistenza opposta dalle strutture fibrose, si distinguono diversi gradi di protrusione dell’ernia:

  • Ernia contenuta: quando è ancora trattenuta dal legamentolongitudinale posteriore
  • Ernia protrusa: quando pur essendo riuscita a far breccia tra questa struttura non si allontana dal punto di origine
  • Ernia espulsa o migrata: quando il nucleo polposo fuoriuscito dall’anulus si distacca liberamente o resta in rapporto con il punto di origine tramite un peduncolo.

 

In rapporto alla struttura e/o consistenza del tessuto erniato si distinguono:

  • Ernia immatura: si riscontra nelle forme recenti in cui il nucleo polposo appare biancastro, elastico, lucente, translucido
  • Ernia matura: si riscontra nelle forme meno recenti in cui il nucleo polposo appare degenerato, giallastro, anelastico e sfilacciato.

La sintomatologia è rappresentata da dolore lombare trafittivo che si irradia lungo l’arto inferiore con associata una notevole contrattura muscolare antalgica che si rende evidente anche alla ispezione per la salienza delle masse paravertebrali sulla parete lombare, per l’appianamento della fisiologica lordosi, per l’atteggiamento scoliotico ed in flessione anteriore mantenuto dal paziente nella stazione eretta.
La sintomatologia periferica è rappresentata da:

  • Irradiazione del dolore nella specifica zona di innervazione della radice compressa e dalla possibilità di riacutizzare il dolore con opportune manovre semeiologiche che consistono nel mettere in tensione il nervo sciatico o nell’esercitare una pressione diretta sul nervo stesso (segno di Walleix o segno di Lasegue).
  • Alterazioni della sensibilità cutanea: parestesie (formicolii), ipoestesie o nei casi più gravi anestesie con distribuzione topografica analoga a quella del dolore.
  • Alterazioni dei riflessi osteotendinei.
  • Deficit del tono muscolare.
  • Deficit motori: precoce esauribilità, paresi o meno frequentemente paralisi.

Le indagini strumentali che più frequentemente vengono in ausilio per la conferma della diagnosi sono la TAC lombo-sacrale e la RMN.
Nell’ernia discale la terapia medica è sintomatica e di solito trova riscontro solo nella fase iniziale; i farmaci più usati sono associazioni di antinfiammatori + miorilassanti ed eventualmente un farmaco cortisonico.
Quando la sintomatologia radicolare persiste è indicato l’intervento chirurgico di asportazione dell’ernia.
La terapia cruenta consiste nel praticare un’incisione lungo le apofisi spinose e nel distaccare dalla struttura ossea le masse muscolari paravertebrali; si asporta quindi il legamento giallo e parte di una o due lamine contigue: spostata la radice nervosa si vede la tumefazione data dall’ernia. Se questa non è ancora espulsa (“ernia contenuta”) si incide il legamento longitudinale posteriore e quindi si asporta il tessuto discale erniato.

 

Paziente maschio di media età che giungeva alla nostra osservazione con una lombosciatalgia destra di notevole entità.
Veniva disposta immediatamente esecuzione di TC lombosacrale e trattamento con cortisonico che si rivelava inefficace.
La TC L/S evidenziava la presenza di una grossolana ernia discale espulsa a livello L5-S1 destra.

 23 visitatori online