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Vigevano

 

Vigevano è il centro principale della Lomellina, punto di riferimento di una fiorente agricoltura e sede di numerosi calzaturifici. Il borgo antico sorgeva su un rilievo che controllava un agevole passaggio del Ticino e per questo fu conteso tra Milano e Pavia.

Con l'avvento delle signorie, le condizioni migliorarono; tra il XIV ed il XV secolo il borgo divenne feudo dapprima dei Della Torre, poi dei Visconti ed infine, tra il 1450 ed 1535, degli Sforza.

Durante il periodo visconteo-sforzesco Vigevano raggiunse il suo periodo di massimo splendore, divenendo residenza ducale e centro commerciale di notevole importanza per la lavorazione dei panni di lana e di lino.

Nel XIV secolo, durante il governo di Luchino Visconti, furono introdussero importanti mutamenti urbanistici culminanti con la costruzione delle mura ("terraggi"), della rocca (ora Rocca Vecchia) e nel potenziamento del castello. Nel 1347, venne costruita la "Strada Coperta", un passaggio protetto per collegare il castello alla rocca passando sopra le case del borgo.

L'ultimo dei Visconti, Filippo Maria, morì nel 1447 senza lasciare eredi. Quando Francesco Sforza tentò di impossessarsi del potere, Vigevano si ribellò e nell'aprile del 1449 espulse il podestà ed il comandante del presidio e si proclamò libero comune, allenandosi con Milano. Le truppe sforzesche posero d'assedio alla città per circa 20 giorni portando numerosi assalti contro i vigevanesi chiusi dentro il castello. Il 6 giugno la città si arrese, riuscendo però ad ottenere una serie di privilegi. In seguito Francesco Sforza scelse il castello di Vigevano come dimora estiva e riserva di caccia della sua corte.

Dopo la morte di Galeazzo Maria Sforza, ricordato a Vigevano per aver realizzato alcune scuderie nel castello e allevamenti di cani da caccia, gli succedette il giovane figlio Gian Galeazzo Maria. Fu allora che Ludovico il Moro, fratello di Galeazzo, tento di impadronirsi del potere assumendo la reggenza nel 1480 e divenendo poi duca di Milano nel 1494.

Nativo di Vigevano il Moro si occupò di abbellire la propria città avviando dapprima la bonifica del territorio, migliorando il sistema di irrigazione a beneficio dell'agricoltura e costruendo la grande fattoria modello denominata "Sforzesca", a sud della città. In seguito fece ampliare il castello costruendo nuove scuderie e nuovi edifici quali la "Loggia delle Dame", la "Falconiera" e la Torre, ad opera di Donato Bramante; contemporaneamente avvio la costruzione della grandiosa piazza Ducale, terminata nel 1494.

Nel 1500, con la sconfitta del Moro, catturato dai francesi a Novara, per Vigevano si chiuse il periodo aureo del rinnovamento urbanistico. Seguirono anni di difficoltà con guerre ed occupazioni straniere. Dopo una breve dominazione austriaca, nel 1745 la città entrò a far parte del Regno di Sardegna; sotto il dominio sabaudo l'industria e il commercio rifiorirono e il 29 agosto 1789 la città diviene capoluogo della "Provincia Vigevanasca". Dopo la parentesi della dominazione napoleonica nel 1814 la città torna ai Savoia.

 

Castello Sforzesco

Il Castello sorge nella parte più alta di Vigevano e costituisce una piccola città nella città, essendo per estensione uno dei più grandi complessi fortificati d'Europa.

Alla sua realizzazione, che ancor oggi conserva tutto il fascino rinascimentale, contribuirono artisti come Bramante e Leonardo. Tra il 1492 e il 1494 i lavori erano terminati e le lussuose sale interamente affrescate, gli appartamenti ducali, e capienti scuderie per ospitare cavalli, il grande cortile ove si svolgevano tornei, erano pronti per ospitare la corte ducale e i "vip" del tempo, come il potente re di Francia Carlo VIII e, più avanti l'imperatore Carlo V.

Con la fine della dinastia sforzesca (1535) il castello passò agli spagnoli e iniziò un lento declino che lo vide ospitare solo eserciti e trasformarsi in caserma fino al 1960.

Da quella data è iniziato il restauro ed il Castello si sta trasformando in una cittadella dell'arte e della cultura grazie ai suoi musei visitabili - tra cui il curioso e unico in Italia Museo della calzatura - e a un ricco programma di mostre ed eventi musicali nel corso di tutto l’anno.

Stemma Comune Vigevano  Il castello - Vista dall'alto La torre del Bramante

 

Piazza Ducale

E' una delle più affascinanti piazze d'Italia. La sua ideazione e decorazione sono opera di Bramante. Leonardo da Vinci, anche se non partecipò direttamente ai lavori, lasciò disegni e testimonianze scritte nei suoi famosi codici d'appunti.

La volontà di realizzare la Piazza è del duca di Milano Ludovico il Moro che la pensò come anticamera nobile, regale cortile d'ingresso all'imponente Castello.

I lavori iniziarono nel 1492 e si conclusero nel 1494. Piazza Ducale rappresenta uno dei primi modelli di piazza rinascimentale sul modello del "forum" romano e uno dei migliori esempi dell'architettura lombarda del XV secolo.

Si presenta come un rettangolo allungato di 134 metri di lunghezza e 48 di larghezza edificato su tre lati (il quarto è occupato dalla Chiesa cattedrale).

Questa forma architettonica è opera del vescovo-architetto Juan Caramuel Lobkowitz che chiuse il quarto lato con la facciata barocca della Chiesa Cattedrale.

Sotto i portici le botteghe, un tempo occupate dai commercianti di lana e seta, oggi offrono ai visitatori occasioni di conforto e relax (caffe- bar, gallerie d'arte) e di shopping di qualità (abbigliamento, gioielli, calzature.)

 

Il Duomo  La Piazza Ducale

Natale in piazza ducale  Piazza Ducale - Vista aerea

 

La Chiesa di San Pietro Martire

Fondata nel 1445 e dedicata a San Pietro Martire con l’annesso convento dei frati domenicani come attestato dalla bolla pontificia conservata presso l'archivio storico di Vigevano, venne consacrata nel 1480. In puro stile gotico lombardo con campanile a base ottagonale, si presenta a croce latina imperfetta con pilastri polistili, terminante con coro poligonale alto con sottostante cripta il cui accesso è dato da due ingressi ai lati del presbiterio rialzato. Nella cripta è conservato il corpo del Beato Matteo Carreri, patrono di Vigevano, che visse e morì (1470) nell’attiguo convento.

 

Vigevano - S pietro martire  Chiesa S.Pietro Martire - Il Portone

 

La Chiesa di San Francesco

Edificata fuori dalle mura cittadine nel 1379, un anno dopo la costruzione del convento dei Frati Minori. Era più piccola, orientata diversamente e occupava lo spazio dell'attuale transetto. Subì una radicale trasformazione con la totale ricostruzione e il cambio di asse tra il 1465 e il 1470. Nel 1475 viene terminato il campanile. Nel 1847, per ampliare la via S. Francesco, venne demolita la cappella dell’Immacolata Concezione, edificata su disegno di Donato Bramante. Tra il 1847 e il 1856 subì un “restauro” che trasformò l’interno in stile neogotico, con la realizzazione delle volte in sostituzione delle capriate a vista e il rialzo del tetto, conseguente al sopralzo di un metro del pavimento che fu portato a livello strada. Nel 1931 anche i lati vengono restaurati, riportando all'antica forma la facciata del transetto. Sulla via S. Francesco, dopo il portale del lato destro, si trova un ossario di fattura barocca chiamato “chiesetta dei morti”.

 

Chiesa di San Francesco

Palazzo Saporiti

Situato ad ovest del centro storico, in fondo al corso della Repubblica che si diparte dall'ingresso neo gotico del castello, si presenta fortemente alterato nelle facciate esterne, tanto che da fuori non si riconoscono i suoi tratti rinascimentali e si fatica a capirne l'aspetto monumentale di cui conserva gli aspetti originali nel cortile caratterizzato dal portico del lato nord e dal loggiato aereo sorretto da mensole in granito degli altri lati. Costruito nel 1492 come abitazione di Galeazzo Sanseverino, genero di Ludovico il Moro e comandante le sue truppe, nel 1496 viene trasformato dal Moro in fortezza, con la costruzione di una cinta muraria con quattro torri tonde a circuito del palazzo e del suo giardino, che viene quindi chiamata "rocca nuova" in contrapposizione alla rocca edificata da Luchino Visconti che viene così denominata "rocca vecchia".

Oggi il palazzo è completamente restaurato e sede di abitazioni uffici e di un rinomato ristorante.

 

All’interno dell’ottocentesco Palazzo Crespi, ha sede il Museo Civico. Comprende tre sezioni: 1) il Civico Museo Archeologico con reperti preistorici, paleontologici, cimeli del risorgimento, ecc; 2) la Pinacoteca con opere di pittori vigevanesi dell’800 e del ‘900; 3) il Museo della Calzatura “Pietro Bertolini”, il quale offre un panorama completo della calzatura attraverso i tempi.

 

La quattrocentesca dimora  denominata “Mulino di Mora Bassa”, regalo di Ludovico il Moro alla Moglie Beatrice d’Este per le nozze e oggi è di proprietà dell’ Associazione Irrigazione Est Sesia di Novara, ospita la mostra permanente delle “Macchine di Leonardo”.Vigevano rappresenta una tappa nuova ma indispensabile per chi va alla ricerca di luoghi leonardeschi . Sicuri documenti d'archivio attestano la sua presenza presso l'azienda agricola Sforzesca" di Vigevano

 

Gastronomia

Tra le svariate proposte di piatti e delizie gastronomiche che impreziosiscono Vigevano e la Lomellina, spiccano insaccati, formaggi e i piatti a base di riso, questi ultimi presenti in tutti i tipi di portate, dagli antipasti ai dolci.

Dolceriso del Moro

Si dice che il Dolceriso sia stato sfornato per la prima volta nelle cucine del Castello Sforzesco di Vigevano. Era la primavera del 1491, Beatrice d'Este, la raffinata, giovane moglie di Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, voleva un dolce speciale da offrire al “signor suo consorte” e agli ospiti che qui trascorrevano “tutto il die et persino a mezza nocte passata in zoghi e feste”. E il dolce, oggi come allora, è vera espressione rinascimentale. Legato al territorio, perché ripieno di quel riso la cui coltivazione si andava affermando nelle terre del Vigevanasco, e ricercato, perché profumato dall'acqua di rose e ricco di cedri canditi dei confettieri genovesi. Lo stampo inciso con l’impresa araldica dello “scovino”, caro al Moro, ne impreziosisce la forma.

Economia

Per secoli il luogo divenne famoso per la manifattura tessile, in particolare della seta e del cotone.

Il settore più importante dell'economia vigevanese è quello calzaturiero con produzione di scarpe, accessori, materiali e macchine per calzature. Già attiva all'inizio del XX secolo, la manifattura calzaturiera cominciò ad affermarsi durante la prima guerra mondiale, per raggiungere l'apice durante gli anni 50, tanto che la città era considerata la capitale della calzatura. Nei decenni successivi, con il progressivo spostamento della produzione verso i paesi in via di sviluppo, è iniziata una crisi sempre più profonda del settore che ha coinvolto anche tutto l'indotto del territorio.

L'agricoltura è principalmente incentrata sulla produzione del riso, vista l'ampia diffusione delle risaie in Lomellina.

Da ricordare la rievocazione storica del “Palio delle Contrade” che si svolge a ottobre, in occasione della festa patronale del Beato Matteo.

Informazioni turistiche

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