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Home CHIRURGIA DEL PIEDE Fascite plantare

Fascite plantare

 

E’ un’infiammazione delle fibre (entesite) della pianta del piede che può rendere dolorose anche le attività comuni, come camminare o salire e scendere le scale.

Localizzazione della fascite plantare     Fascite plantare del podista

A livello della pianta del piede è posto il legamento arcuato (o aponeurosi plantare) che è una robusta fascia fibrosa che unisce la zona plantare interna del calcagno alla base delle dita. Questo legamento svolge un ruolo molto importante nella trasmissione del peso corporeo al piede durante la deambulazione e la corsa.

Piede di donna

Vista plantare del piede dove vengono evidenziate le zone dolorose della fascite plantare prossimale (1) e distale (2).

In particolare, quando il piede si eleva sulle punte (gesto usuale nella corsa e nel salto) l’aponeurosi subisce una distensione. Quando si pone diagnosi di fascite plantare vuol dire che questo legamento a causa dell’eccessivo utilizzo si è infiammato.

Biomeccanica nello stacco da terra

Nel riquadro A è visibile il piede e l’aponeurosi plantare nel momento in cui il piede è totalmente appoggiato a terra. Nel riquadro B si nota come l’aponeurosi plantare venga sottoposta ad uno stiramento nel momento in cui il tallone si stacca da terra. Il riquadro rosso indica la sede della possibile infiammazione che si trova all’origine dell’aponeurosi plantare sul calcagno.

 

In una prima fase il dolore è soprattutto a livello dell’inserzione di questo legamento a livello del calcagno, con dolore in questa sede. Successivamente il dolore tende a spostarsi verso l’avampiede migrando lungo tutta la pianta del piede e risparmiando solo le dita.

La genesi della fascite plantare è polifattoriale: piedi piatti, scarpe inadeguate (spesso quelle antiinfortunistiche), sovrappeso, allenamenti eccessivi in qualità e quantità, tacchi eccessivamente alti, alcune professioni (ballerine) oppure debolezza di alcuni muscoli della gamba come il gastrocnemio, i peronei, il tibiale posteriore, gli estensori delle dita e inoltre scarsa elasticità del tendine d’Achille.

 

Anatomia arto inferiore

Anatomia arto inferiore

 

Nella fascite plantare l’aponeurosi plantare sotto eccessivo stress si stira e si creano delle piccole lesioni o micro lacerazioni con la conseguente infiammazione della fascia stessa e dei tessuti circostanti. Gli “strappi” vengono successivamente coperti da tessuto cicatriziale che è meno flessibile ed elastico della fascia aggravando il problema stesso.

 

Il SINTOMO di questa patologia è il dolore, spesso più accentuato al risveglio e localizzato nella parte interna del tallone. Dopo questi primi attimi il dolore lentamente migliora per poi invece ricomparire dopo una lunga camminata o verso sera. Negli sportivi il dolore è intenso all’inizio dell’allenamento per poi scomparire con il riscaldamento.

Le lesioni alla fascia plantare sono tanto più frequenti quanto più velocemente e istantaneamente viene applicata la forza di trazione. Infatti a seguito di una forte spinta sull’avampiede, può verificarsi una rottura di alcune fibre della fascia stessa. Queste “micro lacerazioni” sono impercettibili ma necessitano di tempi piuttosto lunghi per essere riparate. E’ dunque evidente come una ripetizione dei microtraumi causi a lungo andare una degenerazione del legamento.

 

Tipicamente la DIAGNOSI di fascite plantare è semplice e viene effettuata dopo una valutazione clinica sulla base del dolore locale esacerbato dalla digitopressione. Di solito non sono necessarie indagini strumentali sofisticate ma sempre utile è la Radiografia e talora l’Ecografia.

 

Il TRATTAMENTO della fascite plantare si basa sul riposo iniziale e sul controllo dell’infiammazione.

  • RIPOSO: sospendere l’attività sportiva per 1 mese ed evitare di camminare e/o rimanere in piedi troppo a lungo. Il riposo iniziale aiuta ad alleviare il dolore e riduce l’infiammazione locale. 
  • FARMACI ANTIINFIAMMATORI: utili nelle prime fasi sia a livello topico a mezzo di creme con antiinfiammatori la notte e con antiinfiammatori per via orale.
  • GHIACCIO: utile nelle prime fasi per il controllo del dolore locale. Consigliate applicazioni di 15’ per 5-6 volte/die.
  • ESERCIZI DI ALLUNGAMENTO: lo stretching aiuta a distendere i tessuti che circondano il calcagno, favorendo la guarigione della fascite plantare.
  • TUTORI NOTTURNI: aiutano a tenere distesi i tessuti fibrosi della volta plantare durante il riposo; viene così migliorato il sintomo più fastidioso della fascite plantare ossia il dolore al risveglio causato dalla contrazione notturna dell’aponeurosi plantare.
  • INFILTRAZIONI LOCALI CON CORTISONE: se la sintomatologia persiste, nonostante l’applicazione di tutti i presidi e i farmaci sopra descritti, si possono eseguire delle infiltrazioni locali di cortisone per favorire la riduzione dell’infiammazione. Tale pratica si dimostra efficace nei 2/3 dei casi ma ovviamente deve essere limitata ad 1-2 trattamenti per evitare di indebolire eccessivamente le strutture infiltrate.
  • TERAPIE FISICHE: ultrasuoni, ionoforesi, laserterapia e onde d’urto. Queste ultime provocando veri e propri traumatismi a livello della fascia plantare aumentano la “capillarizzazione” locale stimolando così il metabolismo cellulare e favorendo il processo di riparazione spontanea del tessuto legamentoso.
  • TECNICA PERCUTANEA: se tutti i trattamenti si dimostrano inefficaci, il chirurgo ortopedico potrà, a quel punto, decidere di ricorrere all’intervento chirurgico. Il risultato dell’intervento non è sempre così scontato. La tecnica percutanea (ossia senza evidenti incisioni) permette di realizzare, con adeguata strumentazione, un release della porzione mediale della fascia plantare. L’intervento viene eseguito in anestesia locale e il carico viene concesso da subito per evitare, ovviamente, retrazioni cicatriziali dell’aponeurosi plantare e aderenze post-chirurgiche. Nel giro di 10-15 giorni si riprende l’uso di scarpe da jogging e nel giro di 1 mese si ritorna alle proprie attività sportive e lavorative. 

 

ESERCIZI DI ALLUNGAMENTO 

Dorsiflessione assistita

  

DORSIFLESSIONE ASSISTITA: seduti sul pavimento; fate passare un asciugamano sotto la pianta del piede e tirate verso l’alto e in avanti per effettuare un allungamento della fascia plantare e mantenete la posizione per 15-20 secondi. Effettuare almeno 15-20 ripetizioni. L’esercizio dovrebbe essere eseguito nell’arco della giornata almeno 3 volte.

 

Allungamento tendine Achille e polpaccio  

 

ALLUNGAMENTO DEL TENDINE D’ACHILLE E DELLA MUSCOLATURA DEL POLPACCIO: mettetevi di fronte ad una parete ed appoggiatevi a quest’ultima con entrambe le mani; piegate i gomiti sino a portare la fronte a contatto della parete avvertendo una sensazione di allungamento a carico della muscolatura del polpaccio. Mantenere la posizione per 10-15 secondi ed effettuare 15-20 ripetizioni intervallate da 10 secondi di recupero sulla stessa gamba, oppure alternate l’esercizio sulle due gambe.

   Toe raises doppio

TOE RAISES DOPPIO: appoggiate entrambi gli avampiedi sopra un gradino od un qualsiasi tipo di rialzo; schiacciate verso il basso con le dita dei piedi ed alzate i talloni. Mantenete questa posizione per 10-15 secondi, rilassatevi per 10 secondi ed effettuate dalle 15 alle 20 ripetizioni.

 

 Fascite plantare - no grazie!

 

FASCITE PLANTARE: no grazie !!!

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