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Home CHIRURGIA DEL GINOCCHIO Sindrome bendelletta ileo-tibiale

Sindrome della bendelletta ileo-tibiale

 

 

E’ una patologia infiammatoria cronica che interessa l’ultimo tratto della fascia lata (bendelletta o tratto ileo-tibiale). Questa aponeurosi che riveste i muscoli laterali della coscia si inserisce a livello del tubercolo del Gerdy, sulla superficie antero-laterale della tibia, passando a “ponte” sul condilo femorale laterale (CFL).

Conflitto BIT con CFL

 

Visone anteriore del ginocchio e riproduzione dello sfregamento della BIT contro il CFL.

 

In questo punto può verificarsi un attrito meccanico che genera uno stato infiammatorio cronico doloroso a carico del tessuto fibroso e della borsa sierosa interposta e che si acutizza nei movimenti di flesso-estensione del ginocchio.

Infatti la bendelletta ileo-tibiale si trova davanti la tuberosità del CFL quando il ginocchio è esteso; comincia a scorrere sul condilo in direzione posteriore quando inizia il movimento di flessione, si presenta perfettamente sovrapposta al condilo quando la flessione raggiunge i 30° e si porta più indietro con l’aumentare della flessione del ginocchio.

BIT visione laterale    BIT visione laterale evidenziata

Visione laterale della coscia con evidenziazione della bendelletta ileo-tibiale.

 

E’ una patologia diffusa tra i calciatori, podisti, ciclisti e soprattutto tra gli atleti di triathlon e può insorgere per un sovraccarico in allenamento, una frequente alternanza di salita e discesa oppure di corsa e bicicletta o altresì per la pratica di sport su terreni inadatti (duri e irregolari).

 

 

Esistono poi alcuni fattori anatomici favorenti come ad esempio il ginocchio varo () che provocando una maggiore sporgenza del CFL aumenta il rischio di conflitto meccanico con il tratto ileo tibiale oppure un retropiede varo. Senza dubbio tra le cause più frequenti troviamo l’aumento esagerato del chilometraggio settimanale oppure l’errata esecuzione di una singola seduta (sia per qualità che per quantità).

Triathlon

Il SINTOMO principale è il dolore laterale di ginocchio acuto specie nei primi 30° di flessione. A volte è presente anche un gonfiore a livello dell’inserzione della bendelletta.

La sintomatologia insorge in maniera subdola: all’inizio si manifesta in maniera sorda dopo pochi minuti, poi sembra attenuarsi con il passare dei km, ma alla fine aumenta progressivamente fino a condizionare la dinamica della corsa (l’atleta può arrivare a camminare a ginocchio esteso per non sentire dolore). Con il passare dei giorni il dolore induce a ridurre il kilometraggio e la velocità della corsa.

 

La DIAGNOSI è sostanzialmente clinica e infatti il dolore può essere evocato da una pressione diretta sul CFL, mentre il ginocchio è flesso a circa 30°, ulteriormente peggiorato da un’estensione passiva del ginocchio.

L’esame radiografico è negativo; l’esame ecografico può aiutare a confermare la diagnosi e quantificare l’infiammazione mentre la RMN può essere utile nel caso di diagnosi differenziale con una meniscopatia esterna.

 

Il TRATTAMENTO prevede inizialmente il riposo dall’attività della corsa per 15 giorni o una decisa diminuzione dei carichi di allenamento.

-  CRIOTERAPIA: sempre dopo la corsa per almeno 20 + 20 minuti.
-  TERAPIE FISICHE: durante le sedute riabilitative viene eseguito Laser ad alta potenza e
Tecarterapia. Vengono eseguite terapie manuali (massaggio decontratturante del tensore 
della fascia lata e del ventaglio gluteo, massaggio trasversale profondo della bendelletta).
-  ANTIINFIAMMATORI: sia applicati localmente specie la notte e sia assunti per bocca nella fase
di forte infiammazione per almeno 15 giorni.
- TRATTAMENTO INFILTRATIVO: talora nei casi di inefficacia delle terapie fisiche è utile eseguire 
1-2 infiltrazioni con cortisonico tra la bendelletta e il CFL.
- INTERVENTO CHIRURGICO: in rari casi è necessario intervenire chirurgicamente con
un  intervento di release della bendelletta ileo-tibiale.

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Esercizio di stretching per rilassare e detendere la fascia lata

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Esercizio di stretching a carico dei muscoli ischio-crurali, adduttori e quadricipite e cioè rispettivamente dei muscoli posteriori, interni e anteriore della coscia

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