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E’ una deformità caratterizzata dalla flessione permanente della seconda falange sulla prima, a sua volta iperestesa sul  metatarsale.

La patologia pur potendo interessare tutte le dita del piede è particolarmente frequente a carico del secondo dito.

Le cause principali sono da ricercarsi nella presenza di deviazioni delle altre dite, specie quando è presente un alluce deviato in valgismo e/o squilibri di lunghezza tra le dita.

La deformità è evidente al semplice esame ispettivo. A livello della prominenza, cioè a livello dell’articolazione interfalangea prossimale, si forma una ipercheratosi ovvero un callo dovuto al continuo contatto con la calzatura, che rende difficoltosa e dolorosa la deambulazione.

Nei casi iniziali il trattamento consiste nell’applicare degli “scarichi” in gommapiuma o in silicone che permettono di alleviare il dolore.

Il trattamento del dito a martello, quando grave e sintomatico, è chirurgico e consiste nella resezione della testa della falange basale (F1). Il dito così accorciato può essere fissato e stabilizzato in correzione temporanea con un filo metallico.

A volte può essere necessario associare la sezione sottocutanea del tendine estensore oramai retratto.

L’ intervento è quasi sempre eseguito in anestesia loco-regionale, ovvero anestesia del solo arto inferiore, o talora in anestesia locale e  il ricovero in DAY-HOSPITAL con dimissioni in giornata.

Dopo l’intervento chirurgico il paziente potrà deambulare da subito con l’ausilio di una scarpa ortopedica chiamata “TALUS” che consente l’appoggio e il carico del solo retropiede.

 

A 20 giorni dall’intervento andrà rimosso il filo metallico dal dito.

Ad 1 mese dall’intervento verrà eseguita visita di controllo finale.