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L’artrosi è una patologia di tipo degenerativo con interessamento primitivo della cartilagine articolare e con modificazioni secondarie di tutti i restanti componenti articolari.

Il sesso femminile è più colpito rispetto al sesso maschile.

Con il progredire della malattia le alterazioni degenerative delle superfici articolari determinano la comparsa di dolore e una progressiva limitazione dell’ampiezza dei movimenti.

Il dolore è presente sia alla palpazione dell’articolazione sia ai movimenti attivi e passivi.

Il dolore è aumentato dal movimento e dal carico prolungato e tende a ridursi con il riposo.

Nelle fasi avanzate di malattia il dolore può persistere anche a riposo.

La gravità del quadro radiografico non è sempre rapportabile allo stadio clinico della malattia; i segni radiografici possono precedere i sintomi o viceversa.

Nell’artrosi dell’anca o coxartrosi il dolore è inizialmente di tipo nevralgico irradiato in regione antero-mediale della coscia fino al ginocchio, successivamente si manifesta in regione inguinale.

La sintomatologia dolorosa insorge ai primi passi e dopo carico prolungato, successivamente si fa più costante. Nelle fasi più avanzate si ha ipotrofia muscolare dei glutei e del quadricipite.

Si può anche osservare un accorciamento dell’arto interessato.

La mobilità viene compromessa velocemente; nelle fasi precoci di malattia viene limitata l’intrarotazione, l’extrarotazione, quindi l’estensione, abduzione, adduzione e infine la flessione.

Il trattamento deve essere rivolto a migliorare le condizioni che favoriscono l’instaurarsi della malattia come ad esempio l’eccesso ponderale e quindi va instaurata una dieta e un’attività fisica adeguata.

Parallelamente va intrapresa una terapia farmacologica con farmaci antiinfiammatori e se necessario antidolorifici. Molto utile è anche una terapia fisica e una chinesiterapia che è fondamentale e consiste nella mobilizzazione attiva e passiva dell’articolazione interessata dall’artrosi allo scopo di ripristinare e/o mantenere la normale mobilità articolare e di impedire l’ipotrofia muscolare che necessariamente consegue all’immobilità.

Quando la sintomatologia dolorosa diviene tale da limitare notevolmente l’autonomia deambulatoria del paziente deve essere presa in considerazione la possibilità di un intervento chirurgico di sostituzione protesica dell’articolazione dell’anca che ha lo scopo di ridare il movimento articolare in assenza di dolore.

Fase preoperatoria : nei giorni precedenti l’intervento il paziente esegue gli ultimi accertamenti e cioè esami di laboratorio, radiografie del torace, ECG e visita anestesiologica.

Al paziente verrà sottoposto per accettazione il consenso per l’intervento, per l’anestesia e per eventuali trasfusioni di sangue.

 

Il giorno dell’intervento viene somministrata la profilassi antibiotica e nel pomeriggio quella antitromboembolica.

 

Fase postoperatoria: al termine dell’intervento dalla coscia fuoriesce 1 drenaggio che verrà mantenuto 24 ore.

 

In prima giornata verrà eseguito un test di ortostatismo e quindi un primo test deambulatorio.

 

Dopo 2 giorni dall’intervento il paziente comincia a deambulare con girello e viene iniziato un programma di mobilizzazione attiva e passiva assistita dell’anca.

 

Dopo circa 5-7 giorni dall’intervento il paziente comincia a deambulare con l’ausilio di 2 bastoni canadesi sempre in presenza del terapista della riabilitazione.

Il trattamento viene concordato dall’equipe costituita dal chirurgo – fisiatra – terapista della riabilitazione con esercizi di crescente difficoltà.

Dopo 15-20 giorni il paziente viene dimesso una volta rimossi i punti di sutura.

Il paziente viene controllato ambulatoriamente a 45 giorni dall’intervento, a 6 mesi e quindi annualmente con RX bacino A-P.

Infine, per mantenere il buon risultato ottenuto, è necessario evitare le eccessive sollecitazioni sul ginocchio e cioè:

– camminare su terreni accidentati

– sollevamento di oggetti pesanti

– aumento ponderale