Dr. FABIO BERTAIOLA per info e prenotazioni: Tel. 0381.83434
Per visite urgenti: Tel. 334.3023362 (orario: 9.00-19.00)

La cuffia dei rotatori è una struttura anatomica della spalla costituita dall’insieme di 4 tendini (sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare) che ricopre un ruolo di straordinaria importanza garantendo 1) l’unione dell’arto superiore alla scapola e consentendo il 2) movimento di elevazione e di rotazione esterna del braccio.

Esistono infatti altri efficaci intrarotatori al di fuori della cuffia dei rotatori (gran rotondo, gran pettorale e gran dorsale) capaci di vicariare in caso di debolezza del sottoscapolare, ma i soli extrarotatori efficaci sono i muscoli della cuffia dei rotatori: sottospinoso e piccolo rotondo.

La cuffia dei rotatori ha inoltre grande importanza essendo uno 3) stabilizzatore ovvero garantisce la perfetta centratura della testa omerale nella cavità glenoidea della scapola durante i movimenti.

Due sono le cause di lesione della cuffia dei rotatori: una è il risultato di un evento traumatico e l’altra deriva da ripetuti microtraumi.

Lacerazione traumatica: i tendini della cuffia dei rotatori sono molto spessi e resistenti nei soggetti giovani (< 40 anni) così che generalmente questo tipo di lesione è più frequente negli over 40. Questa lesione è più frequentemente a carico del sovraspinoso favorita dal fatto che la cuffia dei rotatori è una struttura anatomica non ben vascolarizzata.

Lacerazioni dovute a microtraumi ripetuti: è la causa più frequente di lesioni di cuffia.

La degenerazione del tendine è dovuta sia all’età e sia a particolari attività lavorative che determinano dei microtraumi ripetuti.

 

Quali sono i sintomi che ci fanno fare diagnosi?

Il sintomo principale di una lesione di cuffia è il dolore spesso notturno che può essere riferito anche a livello del braccio e poi la perdita di forza.

La perdita di forza può non essere marcata nelle lesioni parziali ma diviene marcata quando si hanno rotture massive delle cuffia dei rotatori in cui si può avere l’impossibilità dell’abduzione oltre i 90°.

Accertamenti strumentali utili

Spesso un esame clinico ben condotto ci permette di sospettare e talora di porre diagnosi.

Esistono infatti dei test specifici che ci aiutano nella diagnosi e permettono una ottimale pianificazione diagnostica strumentale e una corretta condotta terapeutica.

Radiografia standard + “arch-view” che ci permette di visualizzare la struttura ossea.

Ecografia che grazie all’impiego di ultrasuoni ci permette una valutazione dei tendini della cuffia dei rotatori.

Risonanza magnetica nucleare (RMN) che senza radiazioni ma con l’utilizzo di campi magnetici ci permette una fine diagnosi con una quantificazione dell’estensione del danno.

Quale condotta terapeutica?

Nei casi di lesione su base degenerativa il trattamento è in una prima fase conservativo e si basa sull’utilizzo di farmaci antiinfiammatori + terapie fisiche (jonoforesi e tecarterapia) + rinforzo muscolare.

Nel caso di insuccesso della terapia può essere preso in considerazione l’intervento chirurgico.

Nei casi di lesione su base traumatica l’orientamento è quello chirurgico dopo aver risolto la fase acuta.

Quale tipo di intervento?

L’intervento chirurgico in una lesione della cuffia dei rotatori consiste nella reinserzione dei tendini della cuffia danneggiati sull’osso. Il fine è quello di risolvere il dolore ridando forza all’arto.

Il chirurgo si trova quindi a dover scegliere tra un intervento con la tecnica tradizionale a cielo aperto o con tecnica artroscopica. La scelta è essenzialmente dettata dall’età del soggetto, dall’attività del soggetto, dal tipo di lesione e dall’estensione della lesione.

La tecnica artroscopica viene di solito impiegata nelle lesioni di piccole-medie dimesioni ed utilizza uno strumento chiamato artroscopio del diametro di 5 mm che viene introdotto nell’articolazione permettendo una visione ingrandita di circa 30 volte. Attraverso altri piccoli accessi vengono introdotti degli strumenti miniaturizzati  che permettono la sutura della lesione della cuffia.

Il vantaggio di questa tecnica consiste nella possibilità di non eseguire l’incisione evitando quindi un trauma al muscolo deltoide.

Esistono inoltre dei casi in cui a causa della vasta area di lesione non è più possibile riparare la cuffia dei rotatori a causa della retrazione dei tendini e quindi in questi casi l’intervento ha il fine di ridurre il dolore con una “pulizia articolare”.

 

Il periodo postoperatorio e la fisioterapia

La non esecuzione di un corretto programma di fisioterapia riduce enormemente il successo dell’intervento.

Al termine dell’intervento di sutura della cuffia dei rotatori viene applicato un tutore per circa 3 settimane che ha lo scopo di mantenere l’arto leggermente abdotto evitando quindi eccessive tensioni sui tendini appena suturati.

Dopo una riparazione di cuffia le prime 6-8 settimane devono essere dedicate alla sola mobilizzazione passiva allo scopo di riacquistare l’intero ”range” articolare.

I lavori manuali pesanti e l’attività sportiva potranno essere ripresi a 3-4 mesi dall’intervento.